Le prime notizie relative alla storia dell’Unione provinciale agricoltori, oggi Confagricoltura Brescia, si riferiscono alla fine dell’Ottocento. Ma nei primi tempi, secondo quanto è stato recentemente ricostruito, non era presente una vera e propria associazione, bensì un “club” dei proprietari terrieri della provincia.

LA FONDAZIONE

Ecco perché la vera storia dell’organizzazione inizia il 16 gennaio 1916, quando viene registrata con atto notarile l’Associazione fra conduttori di fondi della provincia di Brescia, primo nome dell’Unione. La prima presidenza è di Tomaso Nember e lo Statuto, conservato all’archivio notarile di Brescia, evidenzia gli scopi sociali dell’organizzazione: tutela della funzione sociale della proprietà; difesa e promozione del settore primario; sviluppo di una collaborazione fra i proprietari e la controparte sindacale.

Nel 1922 l’Associazione di Brescia diventa Unione Provinciale Agricoltori, assumendo quindi la denominazione che la caratterizzerà. L’Upa di Brescia aderisce a Confagricoltura, l’organizzazione nazionale che è stata fondata solo due anni prima, nel 1920. In Confagricoltura sono confluite le principali organizzazioni agricole italiane, ossia la SAI (Società degli agricoltori italiani, costituita a Roma nel 1895 per svolgere funzioni di indirizzo politico) e la CNA (Confederazione nazionale agraria, nata a Bologna nel 1910 con l’obiettivo di svolgere la contrattazione sindacale). Confagricoltura riunisce quindi in sé le finalità di sviluppo economico e di rappresentanza sindacale.

A Brescia, il primo presidente della nuova Unione agricoltori è Massimo Donadoni. Nel dicembre del 1923, la presidenza passa a Giovanni Calcini. Nel frattempo la Confederazione generale dell’agricoltura è cresciuta e raggruppa 400 associazioni locali.

 

IL PERIODO FASCISTA

Con la legge del 3 aprile 1926 nasce la Confederazione nazionale fascista degli agricoltori ed anche a Brescia l’Unione agricoltori diviene Confederazione fascista degli agricoltori. Si tratta di un’associazione il cui direttivo non è più liberamente scelto dalla base associativa poiché la Confederazione è un organo dell’amministrazione statale a cui fanno capo le territoriali. In essa sono rappresentate le Federazioni di Proprietari, Affittuali, Proprietari – Affittuali - Coltivatori diretti, Impiegati e Dirigenti di Aziende agricole.

Nel marzo del 1931, a Brescia diventa presidente Costanzo Fisogni, dopo un periodo di reggenza del commissario Cristoforo Ruggeri (dal gennaio 1929 al marzo 1931). Successivamente (negli anni 1935-37) le Unioni provinciali riacquistano una personalità giuridica propria.

IL SECONDO DOPOGUERRA

Nel 1945, alla fine della guerra, l’organizzazione agricola più rappresentativa del territorio bresciano riprende la propria autonomia giuridica e decisionale come Associazione degli Agricoltori della Provincia di Brescia. Il nome “Unione” tornerà solo successivamente.

Nel maggio del 1945 viene eletto come presidente Luigi Morelli. Due anni dopo il testimone passa Carlo Della Rosa e poi, dal 1948, a Giovanni Migliorati.

La presidenza di Migliorati dura fino al 1955 quando, dopo un periodo in cui viene istituito un comitato di reggenza, diviene presidente Isidoro Morotti.

GLI ANNI DEL BOOM ECONOMICO

Il 24 aprile 1959 il consiglio dell’Unione elegge Domenico Bianchi indimenticato presidente che resterà al vertice dell’organizzazione per più di vent’anni. Sotto la presidenza di Bianchi l’Unione cresce e si rafforza e diviene un interlocutore fondamentale all’interno del mondo economico e politico bresciano. Il 12 febbraio 1974 viene inaugurata la nuova sede dell’Unione, in via Creta.

Nel marzo del 1982 si rinnovano le cariche dell’organizzazione, con l’elezione del nuovo consiglio che, venerdì 2 aprile, nomina Franco Bettoni nuovo presidente dell’Unione e Domenico Bianchi presidente onorario.

Bettoni è per trent’anni al vertice dell’organizzazione, rivestendo per due volte anche l’incarico di presidente regionale di Confagricoltura.

GLI ULTIMI ANNI

Nel novembre del 2012 il nuovo consiglio di Confagricoltura Brescia punta su Francesco Martinoni, già presidente della cooperativa Latte Indenne. Bettoni diviene presidente onorario. L’organizzazione ha davanti a sé sfide importanti e prova a rinnovarsi per adattarsi alle mutate esigente di questo momento storico. Martinoni è stato rieletto per il suo secondo mandato nel novembre del 2015.

La storia di Confagricoltura Brescia, in occasione del Centenario dell’organizzazione, è stata raccontata nel libro “Cent’anni di Unione” curato dal giornalista Guido Lombardi.