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“Coltiviamo il futuro”: solo la ricerca e l’innovazione possono dare un avvenire all’agricoltura italiana
24.02.2018

“Coltiviamo il futuro”: solo la ricerca e l’innovazione possono dare un avvenire all’agricoltura italiana

L’ASSEMBLEA GENERALE DI CONFAGRICOLTURA BRESCIA

“Coltiviamo il futuro”: solo la ricerca e l’innovazione possono dare un avvenire all’agricoltura italiana

In Camera di commercio l’appuntamento dell’organizzazione guidata dal presidente Francesco Martinoni, con il presidente nazionale Massimiliano Giansanti, i candidati Maria Stella Gelmini e Giorgio Gori e il divulgatore scientifico Antonio Pascale. La senatrice Elena Cattaneo è stata premiata con il “Galantuomo dell’Agricoltura”

 

“Coltiviamo il futuro”: questo è il tema che Confagricoltura Brescia ha scelto per l’assemblea generale annuale 2018, svoltasi questa mattina nell’auditorium della Camera di commercio bresciana, alla presenza del presidente nazionale Massimiliano Giansanti, della senatrice e ricercatrice Elena Cattaneo, del divulgatore scientifico Antonio Pascale e di due protagonisti delle prossime elezioni, Maria Stella Gelmini, coordinatrice regionale e candidata di Forza Italia per la Camera dei Deputati e Giorgio Gori, candidato alla presidenza della Regione Lombardia per il Partito Democratico.

 

“Abbiamo voluto scegliere questo slogan come traccia per la nostra assemblea generale per due motivi – ha spiegato Francesco Martinoni, presidente di Confagricoltura Brescia, nella sua relazione introduttiva -: in primo luogo, tra una settimana saremo chiamati a una scelta, quella del voto, che ha sempre un grande valore per il presente e per l’avvenire; inoltre, riteniamo che la nostra agricoltura non debba ripiegarsi su stessa, su un passato che non tornerà. Il nostro obiettivo – ha continuato Martinoni - era e rimane quello di dare un futuro al settore primario italiano e dobbiamo dire con convinzione che le imprese si svilupperanno solo se saranno sostenuti gli investimenti in ricerca ed innovazione, solo se gli imprenditori saranno messi nelle condizioni di competere con le aziende degli altri Paesi, solo se l’Italia supererà alcuni tabù che ci impediscono di crescere”.

 

Proprio in questo senso ha assunto grande valore simbolico l’assegnazione alla senatrice Elena Cattaneo del prestigioso riconoscimento “Galantuomo dell’Agricoltura”, assegnato ogni anno da Confagricoltura Brescia a personalità che si sono distinte, nel loro specifico settore, per il sostegno dato al comparto agricolo. La nota ricercatrice, infatti, si batte da anni per la libertà di ricerca in agricoltura e per contrastare le false informazioni che circolano sulle biotecnologie.

“Dobbiamo combattere – ha detto la senatrice – contro una politica che prende decisioni e legifera a prescindere dalla scienza: ogni scelta deve essere presa sulla base delle evidenze”.

Particolarmente applaudito anche l’intervento di Antonio Pascale, ispettore del ministero delle Politiche agricole e divulgatore scientifico, volto a sfatare alcuni falsi miti sulla ricerca genetica e sulla coltivazione di organismi geneticamente modificati.

 

Il dibattito politico, moderato dal vicedirettore di Radio 24, Sebastiano Barisoni, ha visto la partecipazione di Maria Stella Gelmini, coordinatore regionale di Forza Italia e candidata alla Camera, e Giorgio Gori, candidato Pd per la presidenza della Lombardia. “In questi anni – ha detto Gelmini – abbiamo fatto un buon lavoro in Regione: nella coalizione di centro-destra ci sono posizioni differenti, ma quando si governa c’è condivisione sulle posizioni di fondo”. Sui temi agricoli, Gelmini si è detta convinta che il centro-destra saprà difendere con decisione gli interessi dell’Italia, soprattutto in tema Pac. “Non dobbiamo uscire dall’Europa – ha detto la deputata di Forza Italia – ma dobbiamo riformare questa Unione che non fa certo gli interessi delle imprese agricole. Nei confronti del governo centrale – ha aggiunto - dopo il referendum la Lombardia deve proseguire sulla strada dell’autonomia”. Sul tema degli Ogm, Gelmini ha sottolineato l’importanza di un programma politico che metta al centro i temi della ricerca, dell’innovazione e del talento.

“Il programma regionale che ho presentato – ha detto invece Giorgio Gori – è stato costruito insieme a tutte le organizzazioni di categoria: sono un sostenitore dell’innovazione ma anche della sostenibilità, ossia della possibilità di proseguire nel tempo un’attività. Ecco perché – ha aggiunto il candidato Pd alla Regione – occorre cercare un equilibrio tra il sostegno a chi produce e la tutela dell’ambiente”.

L’attuale sindaco di Bergamo ha inoltre promesso, in caso di elezione, di tornare a una concertazione tra le parti per la definizione dei Piani di sviluppo rurale, oltre a una riduzione della burocrazia. E sul tema Ogm? “Siamo già oltre questo dibattito grazie alle nuove tecnologie – ha detto Gori – e comunque io non avrei alcun timore di incrementare la ricerca e la sperimentazione: ma tutto questo è compatibile con la tutela delle produzioni tipiche e delle piccole realtà, non è in opposizione”.

 

Dal palco della Camera di commercio di Brescia è intervenuto anche il presidente dell’Anga di Brescia, Andrea Peri, ricordando quanto costruito in questo doppio mandato di presidenza dei giovani di Confagricoltura Brescia. “Sono soddisfatto dei risultati raggiunti – ha detto -, consapevole che si tratta della base per un lavoro che deve continuare nei prossimi anni”.

 

“È la sesta assemblea che vivo da presidente di Confagricoltura Brescia ed è l’ultima del mio secondo mandato al vertice dell’organizzazione – ha detto ancora il presidente Martinoni nella sua relazione -. Se riguardo questi anni passati al vertice, posso dire di aver vissuto un’esperienza straordinaria, sotto il profilo umano e professionale, e di aver cercato di seguire con coerenza alcune precise linee guida. Abbiamo cercato di rimodulare la nostra attività – ha continuato il presidente - concentrandoci sempre più sui bisogni delle imprese, proponendo agli imprenditori alcune linee d’azione: investire il più possibile in qualità del prodotto e innovazione, ricercare forme di aggregazione perché le piccole realtà difficilmente possono reggere la sfida di un mondo che, piaccia o non piaccia, è ormai guidato dalla globalizzazione. In particolare – ha sottolineato Martinoni - sono orgoglioso di non aver mai rinunciato ad esprimermi con decisione, a nome di Confagricoltura Brescia, su temi nei quali crediamo fermamente, anche quando abbiamo dovuto sfidare l’impopolarità o le false notizie: penso al glifosate, agli accordi di libero scambio ed agli organismi geneticamente modificati che hanno trovato ancora una volta la conferma della loro non nocività per l’uomo e per l’ambiente. Il nostro stile – ha aggiunto - non cambia: diciamo quello che pensiamo, anche a costo di avere qualche difficoltà in più nei rapporti con la politica o nel modo in cui siamo percepiti all’esterno. Abbiamo una visione dell’agricoltura e dell’economia diversa rispetto ad altri e la rivendichiamo con forza: qualcuno pretende di avere il monopolio della rappresentanza, ma si sbaglia. Grazie a tutti voi per la fiducia che ho sentito in questi anni – ha concluso Martinoni - grazie a chi si è impegnato con me: ho cercato di lavorare per le nostre imprese e per la nostra Confagricoltura Brescia e sono fiero dei risultati raggiunti”.

 

L’assemblea si è conclusa con l’intervento del presidente nazionale Massimiliano Giansanti, che ha sottolineato le caratteristiche essenziali di Confagricoltura: “Siamo diversi da altri, vogliamo la ricchezza del produttore insieme alla tutela del consumatore. Avete vicino a voi un’associazione che crede nel lavoro degli agricoltori: il vento è cambiato, combattiamo insieme le nostre battaglie contro ogni oscurantismo”.

 

Come consuetudine, nel corso dell’assemblea sono stati premiati i dipendenti con trent’anni di attività negli uffici di Confagricoltura Brescia. Il riconoscimento quest’anno è stato assegnato a Silvia Brassini e Lucia Picillo.