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Cosa chiediamo alla politica
19.02.2018

Cosa chiediamo alla politica

Sabato 24 febbraio, nell’auditorium della Camera di commercio di Brescia, si svolgerà l’annuale assemblea di Confagricoltura Brescia. Un appuntamento centrale nella nostra vita associativa, reso quest’anno ancora più rilevante dalla vicina scadenza elettorale. Per questo motivo, insieme ad alcuni ospiti di rilievo del panorama scientifico, abbiamo invitato esponenti del mondo politico che possano illustrare i loro programmi ma anche ascoltare la voce degli imprenditori agricoli.
A chi interverrà in assemblea e ai candidati che stiamo incontrando sul territorio in questi giorni, abbiamo consegnato un documento che riassume le richieste di Confagricoltura Brescia nei confronti del mondo politico.
In questa nostra sintesi, siamo partiti da un fatto: Brescia è la prima provincia agricola nazionale. Il fatturato annuo del settore nel 2017, grazie al buon andamento del prezzo del latte e dei suini, ha superato 1,5 miliardi di euro. Solo il settore latte vale 534 milioni. Le aziende agricole bresciane sono più di 10.000. Nel settore zootecnico, Brescia è assoluta protagonista con 172.000 vacche da latte e 1.300.000 suini. Sul totale delle aziende presenti sul territorio bresciano, Confagricoltura Brescia ne rappresenta il 40% circa, un valore che sale all’80% considerando le imprese con un’estensione superiore ai 30 ettari.
Consapevoli quindi della forza dell’agricoltura bresciana e della nostra rappresentatività, chiediamo ai candidati un impegno su alcuni specifici temi. In primo luogo, Confagricoltura ritiene fondamentale la PAC (Politica agricola comune) europea: è essenziale continuare a garantire un importante presidio al rischio di deterioramento del reddito agricolo degli 11 milioni di agricoltori nell’Unione europea. Per le aziende si tratta di risorse vitali, tanto che la nostra organizzazione chiede da tempo che Regione Lombardia torni ad anticipare la Pac a luglio, come accadeva fino a pochi anni fa.
Oggi i mercati agricoli ed agroalimentari sono globali ed è antistorico pensare ad un approccio protezionista, come purtroppo chiedono anche associazioni che rappresentano gli agricoltori. L’Italia deve partecipare attivamente ai negoziati cercando di utilizzare vantaggiosamente queste occasioni per allentare le barriere degli altri mercati, difendere le proprie tipicità e promuovere le nostre esportazioni cosi come avvenuto in occasione della stesura dell’accordo tra l’UE e il Canada (Ceta).
Crediamo inoltre che le filiere possano crescere solo puntando su ricerca ed innovazione. La polemica ideologica contro il miglioramento genetico che utilizza le moderne tecniche è un esempio deteriore di come non si deve agire. Su questo tema ci stiamo battendo da anni. Ora anche i più recenti studi ci stanno dando ragione: chiediamo un sostegno chiaro da parte delle istituzioni, anche sfidando i pregiudizi a volte presenti nell’opinione pubblica.
I colloqui quotidiani che tra gli operatori della nostra struttura e gli imprenditori agricoli bresciani fanno poi emergere il grave problema dell'elevatissimo numero di leggi: occorre prendere un impegno preciso sul tema della sburocratizzazione.
A livello generale, Confagricoltura Brescia crede che sia necessario promuovere un’agricoltura sostenibile, in termini ambientali e sociali ma anche economici. A questo tema abbiamo dedicato un recente convegno organizzato nell’ambito della Fiera agricola e zootecnica di Montichiari. Solo un’agricoltura attiva e competitiva che produce reddito, a cui si offrono più opportunità che vincoli, sarà in grado di assicurare un idoneo presidio del territorio e dell’ambiente.
I prodotti fitosanitari costituiscono ormai da molti decenni un ausilio importante per l’agricoltura, che ha consentito l’aumento delle rese ed un miglioramento della qualità dei prodotti. Secondo stime FAO, la produzione agricola mondiale calerebbe del 30% senza interventi di difesa; inoltre, il sistema europeo di autorizzazione e di controllo degli agrofarmaci è il più stringente al mondo. In questo contesto, restiamo molto sorpresi quando leggiamo proclami come quello del ministro Martina, che vuole liberare l’agricoltura dagli agrofarmaci entro il 2025: come può una persona che conosce la materia fare simili dichiarazioni?
Un tema particolarmente sentito a Brescia è quello dell’emergenza idrica. Riteniamo necessario rendere disponibili tutte le risorse stanziate per il potenziamento ed efficientamento del sistema irriguo. Le risorse economiche ci sono, ma è importante spendere presto e bene i fondi, compresi quelli legati alla prevenzione del dissesto idrogeologico.
Infine è totalmente da rivedere l’approccio adottato per affrontare l’annosa questione dei danni da fauna selvatica. Anche su questo tema, Confagricoltura Brescia si è spesa con decisione in questi mesi e continuerà a farlo con fermezza, contrastando un animalismo spesso ipocrita o comunque miope.
In definitiva, chiediamo ai nostri rappresentanti meno demagogia e più concretezza.



Francesco Martinoni
Presidente Confagricoltura Brescia