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DALL’OMNIBUS ALLA RIFORMA DI MEDIO TERMINE DELLA POLITICA AGRICOLA COMUNE
23.01.2018

DALL’OMNIBUS ALLA RIFORMA DI MEDIO TERMINE DELLA POLITICA AGRICOLA COMUNE

Decreto Omnibus, un concreto passo avanti

Un book di approfondimento dell’on. De Castro

 

Approvata lo scorso dicembre e in vigore dal 1 gennaio 2018, la parte agricola del regolamento «Omnibus» rappresenta un concreto passo avanti.

Al centro della riforma, come ha spiegato l’on. Paolo De Castro in un book di approfondimento sul tema, ci sono semplificazioni e miglioramenti tecnici all’interno di alcune voci fondamentali della PAC, quali pagamenti diretti, organizzazione comune dei mercati, sviluppo rurale e regolamento orizzontale.

Significative in primis le innovazioni in tema «greening», con un impatto non trascurabile per aziende risicole e di coltivazioni leguminose, non più sottoposte a obblighi di diversificazione e focus ecologico e, in secondo luogo, la distinzione tra agricoltori in attività e agricoltori non in attività, divenuta facoltativa e quindi eliminabile nei Paesi in cui comporta un onere amministrativo eccessivo. Buone notizie anche per chi muove i primi passi nel settore: i pagamenti a favore dei giovani agricoltori saranno concessi per i cinque anni successivi alla data di presentazione della domanda e gli Stati membri potranno aumentare tali pagamenti nell’ambito del primo pilastro fino al 50%, entro i massimali esistenti.

Quanto all’organizzazione comune dei mercati, la riforma prevede l’estensione di alcune prerogative – pianificazione della produzione, ottimizzazione dei costi di produzione, immissione sul mercato e negoziazione per conto dei propri aderenti di contratti per la fornitura di prodotti agricoli - a tutti i settori dell’agroalimentare. Il provvedimento semplifica infine le misure di gestione dei rischi, quelle di stabilizzazione del reddito e alcuni requisiti legati agli strumenti finanziari.

«Dal punto di vista istituzionale, il fatto che la parte agricola sia stata stralciata dal regolamento “Omnibus” per consentirne l’immediata entrata in vigore certifica il protagonismo del Parlamento europeo sul terreno delle politiche agricole», scrive De Castro. Un traguardo che diviene anche base solida per una riflessione sulle politiche agricole post 2020.