Il presidente della sezione economica della cerealicoltura Giovanni Garbelli e il vice presidente Fausto Nodari.

Mais

La campagna 2017 è stata fortemente condizionata dalle condizioni metereologiche. Dapprima la gelata che ha colpito le prime semine, in alcuni areali della provincia ha costretto addirittura alla risemina o comunque ha influito negativamente sull’investimento di semina; poi durante l’estate la siccità e le temperature elevate hanno fatto il resto. Le produzioni sono state mediamente più basse del 10%. A livello sanitario, si sono verificati alcuni casi limitati di aflatossine, mentre per i raccolti tardivi  dopo le piogge di settembre si sono sviluppate le fumonisine che hanno penalizzato soprattutto i mais destinati all’industria alimentare.

La scarsità di precipitazioni del 2017 ha riproposto il tema della gestione delle risorse idriche che necessita di sempre più di investimenti e di politiche innovative. La produzione complessiva è stata pari a 4,69 milioni di quintali su 35.600 ettari, con una nuova contrazione rispetto ai 36.342 ettari dell’anno precedente. Il prezzo medio è stato di 18,05 euro al quintale, con un lieve incremento rispetto ai 17,9 euro del 2016.

Frumento tenero

Frumento duro

Triticale

Orzo

Le quattro produzioni sono state nella media, con una stagione discreta a livello produttivo.

Il grano e il grano duro hanno subito la grandine di fine giugno e prezzi ancora troppo bassi per essere competitivi. Si attendono i risultati dell’etichettatura (su semola e pasta) per valutare gli effetti sul prodotto di origine italiana.

Per il grano duro c’è stata la possibilità di firmare i contratti di filiera che prevedono un contributo accoppiato di 100 euro per ettaro per compensare la riduzione di prezzo degli anni passati.

La produzione di frumento tenero è calata del 22,26% a quota 341mila quintali, mentre il prezzo medio è aumentato del 5,08% a 18,21 euro/ quintale.

Drastico calo (-67,84%) anche per la produzione di frumento duro, a quota 50.600 quintali, con un prezzo medio in lievissima crescita a 23 euro al quintale. Gli ettari coltivati sono passati da 2.810 a 1.100. Sia per il frumento tenero che per il frumento duro va registrato un calo medio del 18% circa per quanto riguarda la produzione unitaria. Per quanto riguarda il triticale, la produzione totale è stata di 205.000 quintali, sostanzialmente in linea con l’anno precedente. Il prezzo unitario è stato pari a 16,7 euro al quintale (+3,09%).

Segno positivo, invece, per la produzione di orzo (+17,78% la produzione a 168.000 quintali) con un prezzo medio a 17,09 euro/quintale (+3,01%). La produzione unitaria è aumentata del 22,03%.

Colture oleaginose

Soia

Annata nella media a livello produttivo, con prezzo al raccolto buono. Emergono problemi di gestione delle infestanti che spesso rendono questa coltura difficoltosa. Sui primi raccolti ha pesato un forte attacco di cimici che in alcuni casi hanno ridotto la produzione unitaria o hanno alterato le qualità del prodotto.

Nella media anche i risultati dei secondi raccolti. La produzione è stata pari a 218.400 quintali (+6,22%), con un prezzo medio in calo del 5,92% a 34,49 euro al quintale.

Girasole

La coltura è ormai poco significativa a Brescia, anche se nel 2017 c’è stata una crescita degli ettari coltivati: da 68 a 84.

Colza

Anche per questa piccola produzione c’è stato un incremento degli ettari coltivati (+73,6% a 434 ettari) per una produzione complessiva di 10.850 quintali (+73,6%) e un prezzo medio in crescita del 14,81% a 31 euro al quintale.