Il presidente della sezione economica della vitivinicoltura Giulio Barzanò e il vice presidente Claudio Franzoni.

Vite e vino

La vendemmia 2017 sconta anch’essa le particolari condizioni climatiche dell’anno appena concluso. Il settore vitivinicolo bresciano è stato colpito dall’eccezionale gelata di aprile che ha compromesso, in particolare in Franciacorta, il raccolto di uva che in alcune aree ha visto punte di riduzione fino all’80-90%.

Un’annata quindi molto complicata per i viticoltori e per le cantine bresciane. Oltre al gelo, grandinate estive e la prolungata siccità hanno infatti messo a dura prova i vigneti, compromettendo la produzione.

Quindi vendemmia in calo di molti punti percentuali, però con livelli qualitativi elevati.

Si chiude quindi un 2017 con un segno molto negativo per la produzione di uva e in prospettiva di vino, compensata solo in parte dagli elevati prezzi riconosciuti dalle cantine. Tuttavia i costi di produzione anche per fronteggiare i danni subiti sono stati particolarmente elevati.

Alla scarsa produzione si contrappone un buon dato qualitativo in tutte le aree viticole bresciane.

Anche per quanto riguarda le vendite è stato un buon anno.

Le denominazioni bresciane confermano il loro ruolo nel mercato del vino, con le eccellenze di Franciacorta e Lugana che mantengono il trend positivo, in particolare per questo vino gardesano che macina record sia per le uve che per il valore delle bottiglie. Dati positivi anche per gli altri terroir bresciani.

I prezzi medi delle uve destinate alla produzione di vini a DOC sono stati i seguenti: Curtefranca 130-180 €/q.le; Franciacorta 210-290 €/q.le; Lugana 180-210 €/q.le; Garda 75 €/q.le; Groppello 100 €/q.le; Valtenesi 100 €/q.le; Cellatica 70 €/q.le; Botticino 70 €/q.