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Brescia leader per quantità e qualità, ma per continuare servono aggregazione, coordinamento della filiera, promozione dei consumi e delle destinazioni alternative
1 giugno 2021

Brescia leader per quantità e qualità, ma per continuare servono aggregazione, coordinamento della filiera, promozione dei consumi e delle destinazioni alternative

GIORNATA INTERNAZIONALE DEL LATTE

Il presidente di Confagricoltura Brescia Giovanni Garbelli: “Contiamo il 12 per cento della produzione di latte in tutta Italia, ma centrale nei nostri allevamenti resta la sfida della sostenibilità, sempre in abbinamento con quella economica”

 

Con oltre il dodici per cento della produzione nazionale - che vale quasi 600 milioni di euro - gli allevamenti da latte bresciani sono all'avanguardia non solo per quantità, ma soprattutto per la qualità della produzione, oltre che per il benessere animale e la sostenibilità ambientale.

In occasione della Giornata mondiale del latte di oggi, Confagricoltura Brescia fa il punto sull’andamento del settore nel nostro territorio e, in un momento di difficoltà per la congiuntura economica - determinata più che altro dall'aumento del costo delle materie prime destinate all'alimentazione del bestiame - prova a offrire uno sguardo di prospettiva.

Brescia resta la prima provincia in Italia per produzione e qualità del latte, anche se nel 2020 i prezzi all’allevamento si sono contratti: il prezzo “industriale” del latte alla stalla si attesta sugli 0,371 euro al litro (i conferenti delle cooperative hanno spuntato una quotazione leggermente migliore). “Per rilanciare il settore - dichiara il presidente di Confagricoltura Brescia Giovanni Garbelli - la nostra proposta si basa su quattro pilastri: aggregazione, coordinamento della filiera, promozione dei consumi e delle destinazioni alternative. Nei mesi scorsi abbiamo già proposto interventi urgenti a supporto della liquidità delle imprese, ma serve anche il varo di un piano per aumentare la produzione interna di cereali e proteine vegetali”.

Il tema centrale, anche negli allevamenti bresciani, è la sfida della sostenibilità in abbinamento con quella economica. Fondamentali, partendo proprio dall’esempio bresciano, restano le aggregazioni, per non presentarsi da soli sul mercato del latte, dove Brescia fa scuola, viste le numerose e consistenti realtà presenti. Un’altra carta che Brescia può spendere nel settore del latte è la sicurezza, certificata anche da un recente studio dall’Istituto zooprofilattico e di Ats Brescia. L’uso dei farmaci veterinari è da tempo in continuo calo nelle stalle bresciane, portando la nostra provincia all’avanguardia in tutto il territorio nazionale. “Il benessere animale è elemento centrale per una produzione di latte sempre più sostenibile - conclude il presidente Garbelli -, un messaggio che va comunicato in modo deciso ai consumatori, per avvicinarli al prodotto latte e contrastare le campagne che promuovono il consumo di proteine vegetali in sostituzione di quelle animali, penalizzando il latte e l’intero settore”.