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Carne bovina, “un approccio di filiera per la valorizzazione: è necessario smentire le false notizie che danneggiano il settore”
06/04/2019

Carne bovina, “un approccio di filiera per la valorizzazione: è necessario smentire le false notizie che danneggiano il settore”

A ROVATO IL CONVEGNO DI CONFAGRICOLTURA BRESCIA

Carne bovina, “un approccio di filiera per la valorizzazione: è necessario smentire le false notizie che danneggiano il settore”

Il vicepresidente Oscar Scalmana: “Gli studi dimostrano l’importanza della carne in una dieta equilibrata”. Matteo Boso (Oicb): “Sul benessere animale gli allevatori hanno fatto passi da gigante”

 

Confagricoltura Brescia rinnova la sua partecipazione alla fiera regionale Lombardia Carne, in programma a Rovato da oggi fino all’8 aprile per l’edizione numero 130, con un proprio stand e con l’organizzazione del convegno “Carne bovina, un approccio di filiera per la sua valorizzazione alimentare ed economica”. L’appuntamento di approfondimento è stato ospitato questa mattina nella sala del Foro Boario di Rovato ed è stato aperto dai saluti del sindaco Tiziano Belotti.

“I relatori presenti – ha affermato Giovanni Garbelli, presidente di Confagricoltura Brescia - hanno convenuto sulla necessità di unire gli attori della filiera per sostenere e sviluppare un comparto che a Brescia vale quasi 250 milioni di produzione lorda vendibile: va in questa direzione la costituzione dell’organizzazione interprofessionale carni bovine Oicb”.

La mattinata è stata arricchita dagli interventi dell’economista Luca Marcora e del prof. Giorgio Poli, docente di Microbiologia e veterinaria alla Statale di Milano. Marcora si è soffermato sull’andamento del mercato: “Il settore – ha spiegato – ha iniziato ad uscire dalla crisi verso la seconda metà del 2017, ma il momento di difficoltà è durato a lungo e quindi la fase di crescita che ha caratterizzato il 2018 non è stata risolutiva anche perché i prezzi subiscono un’eccessiva volatilità”.

La crisi dei consumi sviluppata dal 2015 in poi è stata dovuta anche alla diffusione distorta di tesi allarmistiche provenienti dall’Organizzazione mondiale della sanità.

“Il rapporto dello Iarc – ha detto Poli – è stato riportato in modo scorretto; inoltre le premesse metodologiche non erano scientificamente valide. Tutti gli studi recenti – ha affermato il professore – dimostrano l’importanza della carne bovina all’interno di una dieta equilibrata: anzi, la carenza di carne può provocare gravi danni, soprattutto nella fase di sviluppo dei bambini”.

Nel corso della tavola rotonda moderata dal giornalista Guido Lombardi - cui ha preso parte anche Alberto Bittu, presidente della Confraternita del Manzo all’Olio di Rovato -, Elide Stancari, presidente della Fnp Carni Bovine di Confagricoltura, ha rimarcato l’importanza di aver finalmente avviato un percorso interprofessionale perché “ne stiamo parlando da inizio anni Novanta”.

Gli obiettivi della Oicb sono stati presentati dal nuovo presidente Matteo Boso: “Abbiamo iniziato a lavorare per cercare di includere nella organizzazione interprofessionale il maggior numero di soggetti possibile, per avere una visione globale ed ottenere risultati concreti. Dovremo svolgere un delicato lavoro di comunicazione – ha aggiunto – per promuovere uno stile di vita sano che preveda una corretta alimentazione, smontando le fake news che circolano sul comparto della carne bovina”. Il settore è spesso messo sotto accusa, come tutta la zootecnia, anche sul fronte del benessere animale: “In realtà – ha aggiunto Boso – abbiamo fatto su questo tema passi da gigante, avendo chiaro che sostenibilità economica ed ambientale devono andare di pari passo”.

“Subiamo la concorrenza di altre tipologie di carne, soprattutto sul fronte dei prezzi – ha affermato Oscar Scalmana, vicepresidente di Confagricoltura Brescia – ma proprio per questo dobbiamo riuscire a valorizzare la qualità delle nostre produzioni: come abbiamo sentito anche questa mattina, gli studi dimostrano l’importanza della carne bovina all’interno di una dieta equilibrata. Confagricoltura Brescia – ha concluso Scalmana – partecipa con convinzione a Lombardia Carne, perché si tratta di una manifestazione che tiene in vita tradizioni importanti: la nostra organizzazione crede nell’innovazione e nel futuro, ma attualizzando e rivivendo quanto di importante è stato fatto in passato”.

Al convegno di Confagricoltura Brescia è intervenuto anche l’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi: “Faremo tutti gli sforzi possibili – ha affermato – per aiutare questo settore a dare di sé un’immagine conforme alla realtà, sia per quanto riguarda la dieta sia sul fronte dell’attenzione da parte degli allevatori ai temi del benessere: avvieremo progetti anche nelle scuole per una corretta educazione alimentare”.

 

In provincia di Brescia, il settore dei bovini da carne ha un valore significativo all’interno della produzione lorda vendibile. Il comparto infatti nel 2018 ha generato ricavi per 40 milioni di euro (vacche da carne), 150 milioni (vitelli carne bianca) e 45 milioni (vitelloni).

Considerando l’intero settore bovino (latte e carne), sul nostro territorio sono presenti 3.554 allevamenti aperti con almeno un capo. Tra questi, 222 aziende hanno più di 500 capi, 971 imprese hanno tra 100 e 499 capi e 342 allevamenti hanno tra 50 e 99 capi.

I capi bovini allevati sono 461.873, includendo anche le vacche destinate alla produzione di latte. I bovini maschi sono circa 120mila, con una netta prevalenza della razza Frisona (più di 80mila capi). Le bovine femmine sono 341mila, anche in questo caso con una prevalenza della Frisona (250mila capi circa).

Gli allevamenti bufalini aperti sono invece 13, con 555 capi allevati.