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Confagricoltura Brescia al lavoro per sostenere il settore della carne bovina rossa e l’intera filiera, in difficoltà da un ventennio e particolarmente colpita dalla pandemia
27/03/2021

Confagricoltura Brescia al lavoro per sostenere il settore della carne bovina rossa e l’intera filiera, in difficoltà da un ventennio e particolarmente colpita dalla pandemia

ZOOTECNIA DA CARNE BRESCIANA

Confagricoltura Brescia al lavoro per sostenere il settore della carne bovina rossa e l’intera filiera, in difficoltà da un ventennio e particolarmente colpita dalla pandemia
Il vicepresidente Oscar Scalmana: “Il rilancio della redditività degli allevamenti deve passare per la valorizzazione del grande valore nutritivo di questo alimento e dall’impegno degli imprenditori agricoli bresciani nella sostenibilità ambientale. Diversamente non avremmo futuro”

Qualità, salute e sostenibilità ambientale: sono i tre temi che, venerdì sera, sono stati protagonisti del convegno “Zootecnia da carne bresciana”, organizzato da Confagricoltura Brescia nel giorno in cui si sarebbe dovuta inaugurare la 132esima edizione di Lombardia Carne, storica fiera di Rovato dedicata agli animali da carne, rimandata per il secondo anno a causa della pandemia. Al centro dell’incontro gli interventi del vicepresidente di Confagricoltura Brescia Oscar Scalmana, in qualità di presidente della sezione economica Carne bovina, e del professor Gianni Gilioli, coordinatore del corso di laurea in Sistemi agricoli sostenibili dell’Università degli Studi di Brescia.

A Scalmana è toccato il compito di tracciare una panoramica dell’allevamento nella nostra provincia e di offrire uno sguardo di prospettiva. Nel bresciano sono presenti 1.321 allevamenti per 336 mila capi allevati, per una produzione economica che supera i 200 milioni di euro annui, assestandosi al quarto posto dopo il comparto del latte, degli avicoli e dei suini. “Il settore della carne bovina è poco noto - dichiara il vicepresidente di Confagricoltura Brescia - ma è molto importante sotto l’aspetto economico e sociale per l’indotto della filiera, che dà lavoro a un alto numero di persone. Nell’ultimo ventennio purtroppo si è assistito a diversi problemi, prima con la Bse e, ultimamente, per le notizie sul potenziale cancerogeno della carne rossa, che ha portato a una drastica discesa dei consumi, e adesso la pandemia. La riduzione delle macellazioni si attesta sul 13 per cento, con cali di 46mila tonnellate di carne macellate in Italia”. È di conseguenza sceso anche il prezzo di vendita alla stalla, contenuto per la carne rossa (tra meno uno e meno tre per cento) e marcato per il vitello a carne bianca (meno sette per cento soprattutto nei primi mesi del 2020). “Confagricoltura si è attivata per dare un supporto agli allevatori danneggiati dalla pandemia in collaborazione con le istituzioni nazionali e regionali - afferma Scalmana -: il ministero ha stanziato 20 milioni, ovvero un contributo 110 euro per ogni capo macellato (vitelli a carne bianca), e la Regione poco meno di 6mila euro per ogni allevamento. Oggi stiamo lavorando per sostenere soprattutto il settore della carne bovina rossa, ma anche l’intera filiera, per valorizzare da un lato il grande valore nutritivo di questo alimento e dall’altro l’impegno degli imprenditori agricoli verso l’eco-sostenibilità. Ovviamente tutto questo deve viaggiare in parallelo alla redditività dell’impresa, perché diversamente non avremmo futuro”.

Una zootecnica di così grande valore non può che svilupparsi grazie alla ricerca: per questo Confagricoltura Brescia da tempo lavora con l’Università di Brescia, in particolare con il corso di laurea in Sistemi agricoli sostenibili. Nel suo intervento, il professor Gilioli è partito dal concetto di salute, che oggi comprende sia quella umana sia quella animale sia il pianeta: “La transizione ci porta verso un concetto di salute unica, dove nessuna componente può essere separata. Oggi è necessario misurarsi sul piano qualitativo, non si parla di sostenibilità in valore assoluto: stiamo scoprendo che non si può scindere l’idea di sostenibilità dall’idea di qualità globale. L’agricoltura ha un significato multidimensionale: la produzione agraria si interfaccia con la gestione dell’ambiente in senso lato, dove anche la componente dell’innovazione è importante per una transizione verso un mondo diverso, in cui l’agricoltura è promotore fondamentale del cambiamento. Oggi più che mai è decisivo far capire al pubblico che l’agricoltura non ha interesse a distruggere l’ambiente, perché vive di ambiente ed è motore di sostenibilità”.

Alla relazione di Gilioli è seguito un approfondimento tecnico di Valentina Caprarulo, docente di Zootecnia e gestione sostenibile di allevamenti zootecnici, e di Gabriele Archetti, presidente della fondazione Cogeme, sul valore storico e culturale della carne. Hanno portato i loro saluti Tiziano Belotti, sindaco di Rovato, Oscar Lancini, parlamentare europeo, e Simona Tironi, vicepresidente commissione Sanità Regione Lombardia.