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Economia circolare, Garbelli: “Agricoltura centrale nello sviluppo sostenibile”
16/01/2021

Economia circolare, Garbelli: “Agricoltura centrale nello sviluppo sostenibile”

Economia circolare, Garbelli: “Agricoltura centrale nello sviluppo sostenibile”
Durante la tavola rotonda per la cerimonia del Premio di eccellenza nazionale “Verso un’economia circolare”, è intervenuto il presidente di Confagricoltura Brescia, Giovanni Garbelli, per rilanciare il tema dell’innovazione e delle bioenergie

Durante la quarta edizione della tavola rotonda che si è svolta questa mattina per consegnare il premio di eccellenza verso un’economica circolare rivolto ad Enti locali e Mondo dell’impresa e promosso da Fondazione Cogeme in collaborazione con Kyoto Club, è intervenuto il presidente di Confagricoltura Brescia, Giovanni Garbelli.

“L’economia circolare trova nell’agricoltura terreno fertile – ha detto in apertura del suo intervento il presidente Garbelli –: un gioco di parole che tuttavia riassume bene un approccio che trova radici antiche e nuovi rami nella nostra attività che si basa sulla circolarità del meccanismo produttivo. Il mantenimento dei principali fattori produttivi, come suolo ed acqua, sono fondamentali per l’agricoltura razionale che reimpiega gli elementi produttivi. L’esempio più evidente sono i fertilizzanti di origine zootecnica il cui impiego agronomico è alla base dell'eccezionale fertilità della pianura padana e sono così, si può dire, delle tecniche di minima lavorazione che valorizzano i residui colturali tra una coltivazione e un’altra”. Da oltre un decennio si è aggiunto l’innovativo approccio della valorizzazione energetica delle biomasse agricole e dei reflui di allevamento: “Questo settore ha visto un’importante crescita tecnologica e vede la nostra provincia tra quelle all’avanguardia per soluzioni tecniche e per numero di impianti”, ha specificato Giovanni Garbelli. Numeri ancora limitati se si pensa alle potenzialità dei numeri della zootecnia bresciana: 1,3 milioni di suini, oltre 400 mila bovini e più di 11 milioni di avicoli, un grande potenziale che potrebbe essere impiegato nella sfida delle rinnovabili e della sostituzione delle fonti fossili. Tra l’altro con una bassa impronta carbonica, grazie anche alla capacità di sequestro dell’anidride carbonica dei suoli e delle colture. “Chiediamo al Governo un supporto all’innovazione ed alla ricerca – ha affermato Garbelli rivolgendosi al viceministro dell’Economia e delle Finanze, Antonio Misiani, presente all’incontro – per rafforzare le bioenergie. Per queste ultime auspichiamo che possa essere consolidato un programma di incentivi che deve avere un cronoprogramma tale da consentire di sviluppare le scelte imprenditoriali su orizzonti temporali adeguati, senza dimenticare di trovare soluzioni adeguate a quegli impianti la cui incentivazione è in scadenza per un suo rinnovo o, laddove possibile ed economicamente sostenibile, la riconversione a biometano”.

Tanti sono i temi che sono stati poi affrontati da Garbelli - dall’innovazione 4.0 all’utilizzo di fertilizzanti e fitofarmaci, dal credito d’imposta al Psr, passando dal Green Deal e al Farm to Fork-, concentrandosi nel finale del proprio intervento sul tema del Recovery Plan: “Questo Piano porterà al nostro Paese risorse economiche fino a poco tempo fa inimmaginabili e perciò dobbiamo avere le idee chiare perché la pandemia ha riportato al centro della discussione il sistema agroalimentare che però ora deve trovare il giusto riconoscimento anche nell’attuazione delle politiche nazionali ed europee”.