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Strappo nella Commissione unica nazionale, Favalli (sezione suini Confagricoltura  Brescia): nell'interesse di tutta la filiera è necessario riaprire un dialogo costruttivo
02/07/2021

Strappo nella Commissione unica nazionale, Favalli (sezione suini Confagricoltura Brescia): nell'interesse di tutta la filiera è necessario riaprire un dialogo costruttivo

Il rischio ora è che si acuiscano posizioni dominanti di contrattazione, che vedrebbero gli allevatori subire prezzi non in linea con le reali condizioni del mercato, qualora non si arrivasse a un’intesa. Richiesto al più presto un intervento del ministero delle Politiche agricole

Tra i suinicoltori bresciani, così come nel resto del territorio, è forte la preoccupazione per lo strappo che si è consumato all’interno della Cun, la Commissione unica nazionale, che ha sede a Mantova. I rappresentanti dei macellatori, ovvero la parte industriale acquirente, si sono ritirati in blocco dalla Commissione, lasciando solo i rappresentanti delle aziende suinicole e paralizzando di fatto la Commissione, in difficoltà nello stabilire un prezzo per i capi destinati al macello. “La Cun è stata istituita quale elemento di riferimento per le parti - spiega Giovanni Favalli, presidente della sezione Suinicoltura di Confagricoltura Brescia –. Il rischio ora è che si acuiscano posizioni dominanti di mercato, che vedrebbero gli allevatori subire prezzi non in linea con le reali condizioni del mercato stesso”.

Le Cun hanno il compito di formulare, in modo regolamentato e trasparente, la tendenza di mercato e i relativi prezzi indicativi dei prodotti agricoli a livello nazionale. L’auspicio ora, nell’interesse di tutta la filiera, è che si possa riaprire un dialogo costruttivo per trovare una soluzione che garantisca stabilità ai lavori della Cun, per la regolare e continua indicazione dei prezzi di mercato. Indicazioni che sono un riferimento importante per i contratti di compravendita. Per questo, sottolinea Favalli, “qualora non si arrivasse a un’intesa, chiediamo sin d’ora un intervento del ministero delle Politiche agricole per tornare a dare piena attuazione al regolamento della Commissione, adottato con un decreto del ministero nel 2017”.

Il comparto suinicolo è centrale nella zootecnia bresciana, che conta un milione e 317mila capi nel 2020, per una produzione lorda vendibile annuale di 270 milioni di euro e una produzione totale di un milione e 909mila quintali di peso vivo.