Il presidente della sezione economica degli allevamenti bovini, Gianluigi Piovanelli e il vice presidente Gianpaolo Giugno.

 

Vitelloni

Il settore nel 2017 ha conosciuto una contrazione della produzione con un leggero aumento dei prezzi. In questo molto, la produzione lorda vendibile è rimasta sostanzialmente stabile a quota 43 milioni di euro. I capi allevati sono 35.000 (-3,05%) per una produzione di 185.500 quintali. Il prezzo medio è stato pari a 235 euro al quintale (+3,75). Nonostante il lieve aumento del prezzo, il costo medio sostenuto dall’allevatore è compreso tra 253 e 263 euro al quintale di peso vivo prodotto, costo che non è coperto dalla vendita del bestiame. In questo senso, risulta fondamentale il contributo PAC.


Il settore è infatti alle prese con le note criticità: costi in aumento per i vitelli da ristallo, lunghi tempi di pagamento da parte dei macellatori, elevata frammentazione e scarsa modernizzazione delle strutture di macellazione.


A questo si aggiunge la contrazione del consumo di carne rossa, dettato da una progressiva modifica dei consumi alimentari delle famiglie, condizionati spesso da pregiudizi infondati. Restano quindi fondamentali la riorganizzazione della filiera, attraverso lo sviluppo di una linea vacca-vitello italiana, per ridurre la dipendenza dai francesi; una politica industriale di marca per differenziare il prodotto nazionale; una maggiore concentrazione dell’offerta attraverso l’interprofessione.
 

Vitelli a carne bianca

Per i vitelli a carne bianca è stata un’annata abbastanza positiva. Non si sono verificati punti massimi di vendita ma al contempo le materie prime hanno mantenuto un prezzo buono e in leggero calo rispetto al 2016. Il bilancio è quindi di sostanziale pareggio tra costi e ricavi.

Le principali difficoltà riscontrate hanno riguardato la vendita e il ristallo nel periodo estivo, durante il quale normalmente c’è meno richiesta di carne. La scarsità di baliotti per il ristallo è un fenomeno che mina il settore già da diversi anni e continuerà ad essere presente anche nel 2018.

Continua la progressiva crescita degli allevamenti gestiti in soccida, nonostante la stagnazione dei prezzi, con parallela contrazione degli allevatori “indipendenti” alle prese con alti costi per l’alimentazione.

Il numero di vitelli a carne bianca allevati nel 2017 è stato di 182.000 capi, in crescita di 2.000 unità rispetto al 2016, per una produzione di 418.000 quintali (+1,11%).