Il presidente della sezione economica delle coltura sotto contratto da industria e/o IV gamma, Alessandro Marinoni, ed il vice presidente, Felice Poli.

Orticoltura

Buone notizie per il settore ortofrutticolo lombardo e bresciano grazie ad un aumento importante per i consumi di frutta e verdura. Il settore delle insalate, specialmente quelle pronte per la consumazione, ha registrato un segno positivo in tutti i mesi del 2017. Buoni riscontri anche per il mercato dei prodotti preparati (zuppe e verdure pronte) che incontrano gli orientamenti del consumatore alla ricerca di servizio aggiunto e di qualità.

Grazie alla buona qualità dei prodotti e alla grande quantità dei trapianti autunnali gli agricoltori bresciani che hanno investito nella coltivazione in campo aperto sono riusciti a bilanciare i danni delle grandinate estive e del caldo torrido e della siccità che in alcuni giorni di luglio e agosto hanno rovinato la programmazione di raccolta. Le temperature miti delle altre stagioni hanno fatto il resto. Il principio che guida i piccoli e medi imprenditori della quarta gamma rimane lo stesso anche nel 2017, ossia il perseguimento di un prodotto agricolo di ottima qualità affinché anche la Grande distribuzione organizzata possa puntare sull’eccellenza. Buone notizie infine anche dalle nuove referenze per la fornitura all’industria in alcuni mercati di nicchia del nord Italia, prima occupati interamente dall’offerta spagnola.

Discorso a parte per il mercato dei pomodori: è stata riscontrata una raccolta positiva sotto il segno della qualità, ma la sovrapproduzione ha causato per il terzo anno di fila una diminuzione dei prezzi nella contrattazione: si è passati da 9,20 euro al quintale di due anni fa ad 8,30 euro al quintale fino al recente 7,95 euro al quintale. Come per il latte quindi, è necessario giungere a una maggiore programmazione della  produzione

Frutticoltura

La frutticoltura bresciana ha fatto i conti con le avversità fitosanitarie con una produzione in linea con le quantità degli scorsi anni, ma segnata spesso da livelli qualitativi compromessi che hanno penalizzato il valore economico. Se la quantità della produzione ha soddisfatto le aspettative, è infatti proprio la qualità ad aver rovinato i piani dei frutticoltori.

In particolare, è proprio la mancanza di un elenco soddisfacente di principi attivi per contrastare gli attacchi degli insetti alla frutta a rallentare l’evoluzione di questo settore. Nel 2017 l’invasione della cimice asiatica ha provocato danni alla produzione e non si è potuto intervenire con principi attivi specifici poiché non inseriti nell’elenco ministeriale. Le successive deroghe non sono state tempestive e l’intervento si è rivelato inefficace per il livello di presenza dell’insetto nei frutteti.