Il presidente della sezione economica degli allevamenti suini Serafino Valtulini e il vice presidente Omar Gobbi.

Suini

Anno molto positivo per la suinicoltura bresciana e nazionale. La Borsa Merci di Modena ha segnato un progresso complessivo a due cifre, +21,1% rispetto al 2016. Al contempo il prezzo medio annuo della categoria più pregiata (156/176 kg) è stato pari a 1,669 euro/kg, in aumento del 15,3% rispetto all’anno precedente. Per quanto le quotazioni siano cresciute ovunque, l’Italia ha raggiunto il valore più alto d’Europa. Durante tutto il 2017, quindi, i prezzi sono risultati positivi sia nella fase di allevamento sia in quella di macellazione. Le materie prime hanno mantenuto prezzi accettabili con margini di profitto per tutto il settore.

L’esportazione italiana, a differenza degli altri paesi membri dell’Ue, ha segnato una sensibile crescita rispetto al 2016 e i mercati più importanti da seguire restano quelli asiatici, in particolare per quanto riguarda la Cina. Il territorio bresciano conta 1,3 milioni di capi, in calo del 2,42% rispetto al 2016, con una produzione pari a 1,89 milioni di quintali. Sul fronte sanitario, alcune patologie hanno caratterizzato negativamente il 2017 manifestandosi ripetutamente durante tutto l’anno. La Sindrome Riproduttiva e Respiratoria del Suino (PRRS) ha avuto vari frequenti episodi di sviluppo in quanto le vaccinazioni non sono riuscite a contenere la diffusione della malattia altamente contagiosa che porta a nascite premature, aborti tardivi e mortalità prenatale, con un incremento del tasso di mortalità dei suinetti e una riduzione della crescita.