“Siamo del tutto favorevoli a questo progetto e a iniziative di questa portata – commenta il presidente di Confagricoltura Brescia riferendosi alla stipula dell’accordo Anbi-A2A-Acque Bresciane sul riuso delle acque depurate in agricoltura -. Soprattutto perché, nel patto di territorio che ho chiesto sin dall’inizio dell’estate per contrastare la siccità e i danni dei cambiamenti climatici e per aumentare la resilienza del settore agricolo, serve guardare a più ambiti. La diversificazione delle fonti di approvvigionamento idrico è un tema sempre più centrale nel contesto della crisi che stiamo fronteggiando. Non solo quindi la transizione verso nuove tecnologie più performanti, non solo nuove forme di irrigazione, ma anche il riuso delle acque depurate. Ed è un orgoglio che si cominci proprio da Brescia. La condizione essenziale dovrà ovviamente essere l’assoluta garanzia della qualità di queste acque: per questo sarà necessario un serio piano di controllo e di tutela, con il coinvolgimento degli utilizzatori. È un tema centrale per noi, che ben si sposa, dov’è possibile, con la modifica delle tecniche irrigue, che consente di superare i momenti di crisi per l’agricoltura di precisione. I volumi di acqua resi disponibili dai principali depuratori bresciani, all’avanguardia in termini tecnologici, possono inoltre coniugarsi con l’adozione di sistemi irrigui a maggiore efficienza, come la subirrigazione. Tutti temi su cui abbiamo già avviato una proficua interlocuzione con la Regione, perché siano sostenuti e sviluppati a partire dal prossimo Psr”.