Si avvicina, anche per il 2024, l’avvio della campagna assicurativa: come sempre, in campo c’è Confagricoltura Brescia, che opera in collaborazione con il consorzio Agridifesa Italia e con alcuni broker di livello nazionale, come Gaa (Gestioni assicurazioni agricole) e Assiteca Howden agricoltura. L’obiettivo è partire il prima possibile: nell’attesa del decreto ministeriale, che fissa i paletti, Agridifesa Italia, presieduto da Oscar Scalmana, vicepresidente di Confagricoltura Brescia, sta già lavorando con le compagnie assicurative, con l’obiettivo di aprire la campagna il più presto possibile.
Se le “voci di corridoio” parlano di una rivoluzione sul trattamento dei dati e delle pratiche e, purtroppo, di una diminuzione della disponibilità finanziaria ministeriale per i contributi, il punto fisso, per gli imprenditori agricoli, resta l’esigenza di assicurarsi per tutelare il reddito dell’impresa. Non solo, nel tempo è emerso che, assicurandosi, le aziende godono di garanzie reali verso il sistema bancario, così come le nuove norme della Bce richiedono che anche le imprese possano essere tutelate sotto l’aspetto reddituale. “In poche parole, si tratta di una maggiore facilità di accesso al credito e, al contempo, di un minor costo del credito – afferma Scalmana -. Confagricoltura Brescia e Agridifesa sono pronti, così come lo erano già nel 2015, anno di costituzione del consorzio, quando avevamo intuito che la gestione del rischio sarebbe diventata una parte fondamentale per la tutela del reddito delle imprese agricole”.
Nei nove anni di vita, Agridifesa Italia è cresciuto fino ad arrivare, nel 2023, a un valore assicurato che raggiunge i 400 milioni di euro. “La differenza tra un’impresa industriale e una agricola – aggiunge Scalmana – è significativa, visto che da quando un imprenditore agricolo immette nel sistema i fattori di produzione a quando raccoglie il prodotto passa del tempo, tra l’altro condizionato da eventi esogeni, come la variazione climatica e le epizoozie. Una delle principali forme per garantirsi contro questi eventi è proprio il sistema assicurativo, attraverso sia l’assicurazione classica sia le altre forme di tutela del reddito, come i fondi mutualistici e i fondi di stabilizzazione del reddito (Ist)”. A Brescia, già dal 2020, è operativo un fondo Ist sul settore latte, messo in atto grazie al lavoro di Agridifesa e Confagricoltura.
“Dopo un decennio di attività circa – conclude Scalmana – possiamo affermare con franchezza che l’operatività di queste misure ha però avuto forti criticità, in particolare per quanto riguarda l’erogazione del contributo al premio agevolato. Criticità che sono state finora sempre tamponate dai consorzi di difesa, che si sono fatti carico dell’anticipazione dei pagamenti dei premi alle compagnie per conto delle imprese associate. Nel 2022, ultimo anno di chiusura della scorsa programmazione, si sono aggiunti altri problemi nella finalizzazione delle pratiche, con fascicoli che si trascinano tuttora”. Il consorzio Agridifesa Italia svolge principalmente tre funzioni: anzitutto cerca le migliori condizioni del settore assicurativo e segue l’iter per ottenere, nel minor tempo possibile, il maggior contributo; infine, il tasto più delicato in questo momento, anticipa in nome e per conto del socio il premio assicurativo, conferendo in questo modo a chi utilizza il sistema consortile un grosso vantaggio.
Brescia, 8 marzo 2024