8 marzo, le donne in agricoltura determinanti per sicurezza alimentare e agricoltura sostenibile

Ridurre il divario di genere nell’accesso alle risorse produttive comporterebbe un aumento della produzione delle imprese agricole femminili del 20-30 per cento, con benefici per l’economia e l’intera popolazione. Considerando che nel 2050, secondo l’Onu, potremmo arrivare a essere dieci miliardi sulla Terra, il contributo delle donne per la sicurezza alimentare è quanto mai fondamentale. In Italia sono oltre 200mila le imprese agricole a trazione femminile, che rappresentano circa un terzo del totale. Tra le imprese associate a Confagricoltura Brescia, delle circa mille ditte individuali i soci ordinari in rosa sono circa 350, mentre nelle quasi 400 società semplici le donne socie sono ben oltre 450.

“La presenza delle donne nell’agricoltura bresciana – afferma Rita Rocca, membro del consiglio di Confagricoltura Brescia – si caratterizza per un forte impegno nell’attività quotidiana, per una grande sensibilità nei confronti dell’ambiente e per una costante valorizzazione dei prodotti agroalimentari, che sono spesso eccellenze. Senza dimenticare la passione per le innovazioni tecnologiche. Si tratta di una imprenditoria a tutto tondo, guidata da una grande passione e dall’amore per il territorio”.

L’agricoltura, oltre a essere un settore produttivo determinante per l’Italia, è uno dei comparti economici nel quale si registra il più alto tasso femminile, di imprenditrici smart e attente all’innovazione. Le aziende condotte da donne, inoltre, sono socialmente più responsabili, attente alla sostenibilità, con ampi margini di crescita e aprono la strada a un futuro più inclusivo e resiliente.

 

Brescia, 7 marzo 2024


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