Presidente Garbelli, il monito dalla fiera di Lonato: “Formazione e competenze sempre più decisive per mantenere competitive le nostre aziende agricole”

Far sapere ai giovani che nelle imprese agricole di Brescia, ma non solo, ci sono tante opportunità in grado di garantire reddito, soddisfazione personale, crescita, realizzazione delle ambizioni e sviluppo dei talenti, per costruire insieme il futuro. È il messaggio finale lasciato venerdì da Lonato, dal convegno che Confagricoltura Brescia ha promosso nell’ambito della Fiera agricola, artigianale e commerciale. A sviluppare il tema “Formazione e competenze in agricoltura: cosa serve al mercato del lavoro di domani?” sono stati il presidente di Confagricoltura Brescia Giovanni Garbelli insieme a Paola Mancini, della commissione Lavoro del Senato, agli assessori regionali Simona Tironi e Alessandro Beduschi, a Roberto Caponi, direttore area Politiche del lavoro dii Confagricoltura e a Michele Distefano, direttore For.Agri.
Al centro del convegno il capitale umano, poiché formazione e competenze sono divenute sempre più decisive per mantenere competitive le aziende agricole. L’innovazione nel settore primario passa in primo luogo dalla formazione degli operatori e degli imprenditori. “La sfida di coniugare crescita produttiva e sostenibilità ambientale – ha affermato Garbelli – è infatti affidata alla ricerca e allo sviluppo scientifico. Questo ha profondamente modificato anche il mercato del lavoro in agricoltura, con la necessità delle aziende d0intercettare operatori con maggiori e più solide competenze, a cominciare da quelle digitali”. Secondo il leader di Confagricoltura Brescia l’obiettivo è ambizioso: avere un’agricoltura sempre più innovativa, forte e sostenibile. Per far questo “servono competenze, che non possono che arrivare dalla formazione. È necessario investire sui lavoratori, sugli imprenditori e sui dipendenti delle organizzazioni, ma anche sull’Amministrazione pubblica. La formazione è fondamentale anche per evitare la paura del cambiamento, timore che è molto spesso blocco all’innovazione”.
Nel corso del convegno è balenata anche l’attualità, per la protesta che gli agricoltori tedeschi e francesi stanno portando avanti in questi giorni. “Sappiamo che questa non è una fase facile – ha sottolineato Garbelli -, siamo vicini ai colleghi tedeschi e francesi, tutti noi sappiamo cosa vuol dire staccarsi da casa per giorni e andare a protestare. Oggi in Italia viviamo una stagione diversa, perché noi non siamo soli, a differenza loro, perché nonostante le difficoltà Governo e Regione ci sono particolarmente vicini”. L’auspicio, per il nuovo anno, che è arrivi la svolta per sopperire alle troppe norme “anti-impresa” che in altri Paesi hanno infuocato la protesta.
Garbelli ha poi invitato a non trascurare il “saper fare italiano”: “Oggi è più facile che un nostro ragazzo vada a raccogliere patate in Australia o fare il cameriere a New York piuttosto che mungere le vacche da noi. Il modello culturale che abbiamo passato ai giovani negli ultimi vent’anni mette in secondo piano la capacità di saper fare. Per porvi rimedio serve un lavoro a 360 gradi, perché lo scollamento tra generazioni mette a repentaglio il Made in Italy, che vuol dire anche produrre una forma di Grana o una bottiglia di Franciacorta”.
Lonato, 12 gennaio 2024

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