Confagricoltura Brescia ha ufficialmente chiesto alla Provincia una modifica del regolamento sul Canone unico patrimoniale (Cup), in particolare per la disciplina degli accessi agricoli e dei passi carrabili. Al centro del contendere c’è una criticità, segnalata da numerose aziende agricole bresciane: l’attuale norma, infatti, assimila alcune attività agricole, come la vendita diretta, il florovivaismo e gli allevamenti, a quelle commerciali o industriali, con conseguente applicazione di tariffe e coefficienti non coerenti con le caratteristiche del comparto. “Si tratta di un’impostazione che non tiene conto della realtà agricola – evidenzia il vicedirettore di Confagricoltura Brescia Eleonora Cotelli –: le aziende operano prevalentemente in aree rurali, lontane dai centri urbani e gli accessi non comportano, nella maggior parte dei casi, una reale occupazione o sottrazione di suolo pubblico”.
Confagricoltura Brescia sottolinea inoltre come spesso gli accessi ai fondi agricoli insistano su strade private o vicinali non aperte al pubblico e come l’attività agricola svolga un ruolo fondamentale di presidio del territorio e tutela del paesaggio. Per tutti questi motivi l’organizzazione ha chiesto alla Provincia d’intervenire su due fronti: il primo per escludere dal Canone gli accessi agricoli che non determinano un’effettiva occupazione di suolo pubblico, in particolare quelli a raso o su viabilità privata. E, in seconda battuta, di introdurre coefficienti ridotti per le attività agricole oggi equiparate a quelle commerciali o industriali. Tra le proposte, c’è anche una modifica esplicita del regolamento, per chiarire che non sono soggetti a Canone gli accessi privi di opere che incidano sul suolo pubblico o situati su strade non aperte al transito indiscriminato. “Serve una disciplina più equa e proporzionata – conclude il vicedirettore Cotelli –, capace di riconoscere le specificità del settore agricolo e il suo ruolo per il territorio. Auspichiamo che la Provincia, con la quale ci siamo già confrontati più volte, possa individuare presto una soluzione condivisa”.
Brescia, 30 aprile 2026