Confagricoltura Brescia: la decisione del Consiglio dei Ministri di eliminare i voucher, senza aver trovato prima valide alternative, mette in difficoltà le imprese agricole.
La notizia.
ABROGAZIONE VOUCHER PER LAVORO ACCESSORIO.
Con il decreto legge 17 marzo 2017, n.25, entrato in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione, sono stati abrogati gli articoli relativi alla disciplina del lavoro accessorio.
A seguito di tale previsione non e’ più possibile utilizzare e acquistare i voucher per prestazioni di lavoro accessorio ne’ nel settore agricolo ne’ negli altri settori produttivi.
Il decreto legge n.25/2017 ha previsto un periodo transitorio per i buoni acquistati entro il 17 marzo compreso che potranno essere utilizzati per prestazioni di lavoro accessorio entro il 31/12/2017 con le previgenti regole.
Il nostro punto di vista.
Nel settore agricoltura i voucher lavoro hanno garantito una piccola fonte di reddito a pensionati, cassaintegrati e giovani e comparto, salvo poche eccezioni, non ha mai abusato di questo strumento, che si è invece rivelato utile per retribuire prestazioni meramente occasionali senza penalizzare il lavoro agricolo subordinato.
“In quattro anni, ossia dal 2011 al 2015 – ha precisato il Presidente della Sezione Vitivinicola di Confagricoltura Brescia, Giulio Barzanò -, l’uso in agricoltura dei voucher è rimasto sempre stabile con una leggera diminuzione, passando da quasi 2 milioni a meno di 1.900.000. Non riusciamo a comprendere perché sia stato eliminato uno strumento nato per favorire le imprese agricole a causa di altre realtà che ne hanno abusato: i numeri dimostrano che il settore primario non c’entra”.
“Abbiamo chiarito in più occasioni – ha aggiunto il presidente dell’associazione di via Creta, Francesco Martinoni – che i buoni lavoro in agricoltura erano impiegati per legge solo per pensionati, giovani studenti, cassaintegrati e percettori di integrazione a reddito, in attività stagionali come raccolte e vendemmia. Parliamo quindi di prestazioni meramente occasionali ed accessorie da svolgere nei momenti di maggiore necessità che non penalizzano assolutamente il lavoro agricolo subordinato, che non poteva essere retribuito con i voucher. Grazie a questo strumento i giovani ed i pensionati hanno arrotondato ed i cassaintegrati ed i disoccupati usufruito di una piccola fonte di reddito nei momenti di difficoltà. In aggiunta – ha concluso Martinoni – si mettono in crisi le aziende in un momento in cui c’è la maggiore necessità di lavoratori occasionali e quando imprenditori e lavoratori occasionali avevano già programmato di poter usufruire dei voucher: non è comprensibile la decisione di eliminare questo strumento senza prima aver trovato una valida alternativa. Siamo a disposizione per trovare insieme con le istituzioni la formula giuridica che accolga tutte le esigenze delle parti in causa”.