Aviaria, il presidente Garbelli: “Bene gli indennizzi promessi, ma che arrivino subito, perché gli allevatori bresciani hanno bisogno adesso di quei fondi”

Epidemia in regressione, se ne parla lunedì in un confronto con gli avicoltori e l’assessore Rolfi

Nel marasma di difficoltà che sta affrontando il settore agricolo, dovuto soprattutto all’aumento vertiginoso dei prezzi delle materie prime e dell’energia, nelle ultime ore, per il comparto avicolo, è arrivata una prima notizia positiva. I trenta milioni messi a disposizione dal fondo del ministero delle Politiche Agricole saranno tutti destinati a fronteggiare i problemi causati dall’influenza aviaria. Serviranno per pagare gli anticipi degli indennizzi agli allevatori. Un conforto, per gli avicoltori bresciani, che più di altri hanno vissuto il dramma degli abbattimenti dei capi, del fermo produttivo e degli accasamenti.

“I nostri avicoltori sono in drammatica crisi di liquidità – spiega il presidente di Confagricoltura Brescia Giovanni Garbelli – e i pochi che sono ripartiti stanno lavorando in perdita, per il rincaro giornaliero di materie prime, gas ed energia. Tutta la filiera è in sofferenza, non si riesce più a far fronte a questi aumenti. Chiediamo alla politica di lavorare insieme per affrontare i problemi con misure ad hoc, che devono essere applicate immediatamente: bene i 30 milioni, ma che arrivino subito, perché gli allevatori hanno bisogno adesso di quei fondi. La nostra organizzazione continuerà il pressing a tutti i livelli, finché non saranno introdotte soluzioni adeguate. Senza dimenticare che stiamo parlando solo dei primi trenta milioni di indennizzi, stanziati per il periodo ottobre-dicembre; è ancora tutta da affrontare la fase successiva del 2022, con previsti altri settanta milioni. È impensabile che si chieda agli avicoltori di aspettare anni per ricevere indennizzi di cui avrebbero bisogno oggi”.

A portare la sua testimonianza è Marco Boldini, avicoltore di Calvisano e socio di Confagricoltura Brescia, titolare dell’omonima azienda agricola che alleva polli da carne: “Dopo 50 giorni di fermo della mia azienda per danno indiretto, causato dall’emergenza aviaria, ora spero proprio di ricevere tempestivamente gli indennizzi. Il caro energia e delle materie prime è andato a pesare in modo schiacciante sul nostro comparto, che era già in difficoltà dalla fine dello scorso anno per l’arrivo di una nuova ondata di aviaria, siamo davvero allo stremo”.

Resta poi ancora da affrontare il discorso dei vaccini. Dal primo focolaio, a metà novembre, a oggi, sono stati 56 i focolai in Lombardia, di cui 27 nel Bresciano. L’ultimo caso, nella nostra provincia, è stato a inizio gennaio e ha portato all’abbattimenti di tutti i capi. Da allora in poi, anche grazie al grande impegno nell’applicare in modo rigido le restrizioni e le norme della bio-sicurezza, l’epidemia pare essere in regressione. Per affrontare questi temi è in programma un incontro nella sede di Confagricoltura Brescia (via Creta 50) lunedì 14 marzo alle 19.15, sia in presenza sia online su Zoom. Previsti gli interventi, oltre che del presidente Garbelli, di Fabio Rolfi, assessore regionale all’Agricoltura, Mauro Zanotti, presidente federazione Avicoltura di Confagricoltura Lombardia, Vincenzo Lenucci e Paolo Biasucci di Confagricoltura e Simone Menesello, presidente nazionale Avicoltura di Confagricoltura.


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