Brescia, 3 agosto 2016
L’ALLARME DEL VICEPRESIDENTE REGIONALE DI CONFAGRICOLTURA GARBELLI
Siccità: “Serve una cabina di regia istituzionale per guidare la riforma infrastrutturale in tutta Lombardia”
Il cerealicoltore mette in guardia: “Anche senza quotidiane emergenze, sul tema idrico è necessario intervenire. Sono troppi gli interventi strutturali urgenti perché l’attenzione dello Stato e dell’Assessorato regionale si risvegli solo nella prossima estate”. E sull’attacco del sindaco di Soiano del Lago, il vicepresidente di Confagricoltura Brescia e Lombardia replica: “Senza agricoltura, il turismo è un’utopia”
Il caldo e la siccità arrivano in questi mesi, non è certo una novità. Ma se l’unica soluzione è attendere l’arrivo della pioggia, si finirà per chiudere numerose aziende agricole a causa di un cambiamento climatico inesorabile che sta allargando sempre più la fascia tropicale del pianeta Terra.
Per questo motivo Confagricoltura ha accolto favorevolmente il pacchetto di misure previste dal ministro Martina per far fronte al problema siccità. Durante quest’estate rovente, che sta mettendo a dura prova le coltivazioni della nostra provincia (in particolare la coltura fondamentale per la produzione delle principali Dop come Grana Padano e Prosciutto di Parma, ossia il mais), abbiamo assistito a riunioni, commenti, tavole rotonde sulla carenza di acqua e su quello che si deve fare per il futuro.
Resta però un forte timore sul fatto che, superata l’emergenza, con il rientro dalle vacanze estive passi tutto in secondo piano. “Dal nostro punto di vista non bisogna perdere tempo – ha commentato Giovanni Garbelli, vicepresidente di Confagricoltura Brescia e Lombardia e cerealicoltore della Bassa bresciana -: serve infatti una cabina di regia nazionale e regionale che già in autunno si renda operativa per arrivare alla prossima primavera fornendo agli agricoltori la possibilità di programmare le semine con più tranquillità”.
Garbelli ha poi evidenziato punto per punto le urgenti attività che sarebbero da mettere in pratica a favore di tutto il settore agricolo:
Prestare maggiore attenzione alla regolazione dei “Grandi laghi” e dei bacini idroelettrici di montagna: il ripetersi di autunni e inverni particolarmente secchi negli ultimi 5 anni evidenzia la necessità di costituire stock di riserva idrica nel rispetto dei principi di sicurezza idraulica dei territori. Ciò comporta l’adozione di protocolli di regolazione che non puntino esclusivamente alla massimizzazione economica delle attività dei concessionari: non è infatti corretto “turbinare” l’acqua dai bacini montani nei momenti in cui la tariffazione della energia ottenuta è la massima possibile poiché queste situazioni possono non coincidere con le esigenze di irrigazione
Riduzione del deflusso minimo vitale: la sperimentazione condotta da Regione Lombardia attraverso i consorzi di bonifica ha dimostrato l’effettiva possibilità di ragionare su un minimo deflusso vitale calcolato nel 5% anziché nell’attuale 10%. Questa sarebbe una soluzione che consente di conseguire un livello di tutela della fauna ittica e dell’ambiente compatibile e, allo stesso tempo, di evitare che nei momenti di marcato deficit idrico si sprechino volumi d’acqua che sono fondamentali per conseguire su determinati comprensori la possibilità di irrigare
Realizzazione di nuovi invasi e riconversione di bacini dismessi: è necessario avviare una fase di infrastrutturazione dei bacini imbriferi attraverso la realizzazione di strutture di laminazione dei fiumi e di bacini di accumulo dell’acqua piovana nelle aziende. Il Ministero dell’Ambiente durante l’Assemblea di Confagricoltura ha chiaramente dichiarato che già esiste la disponibilità di risorse pubbliche: chiediamo che queste vengano rese maggiormente fruibili con procedure amministrative di rilascio delle autorizzazioni più snelle
Ribadire l’importanza dell’irrigazione a scorrimento: le tecniche e le modalità di irrigazione considerate dispersive rispetto all’utilizzo della risorsa (scorrimento, sommersione) hanno nel tempo dimostrato tutto il loro effetto positivo soprattutto sui livelli di falda o sulla alimentazione dei fontanili. Non utilizzare queste forme di irrigazione significherebbe creare immediatamente pesanti ripercussioni sui livelli della falda
Investire nell’utilizzo di nuove tecniche irrigue: i sistemi di irrigazione a pivot e microirrigazione devono essere maggiormente incentivati dallo Stato nelle aziende e nei territori in cui la risorsa idrica non è più in grado di sopperire al fabbisogno delle colture
In questo contesto, risultano ancora meno comprensibili interventi come quelli del sindaco di Soiano del Lago, Giuseppe Previ, riportati oggi in un articolo dell’edizione bresciana del Corriere della Sera.
Secondo Previ, “le coltivazioni devono adeguarsi alle risorse idriche; qui sul Garda non possiamo svuotare il lago perché c’è la siccità”. Parole cui Garbelli risponde con garbo ma anche con determinazione: “Senza agricoltura l’attrazione turistica verso l’Italia sarebbe un’utopia: i visitatori arrivano da tutto il mondo nella penisola non solo per la bellezza paesaggistica ma anche per la qualità del nostro agroalimentare e per le Dop che, senza acqua e mais, non esisterebbero. Non dimentichiamoci peraltro che l’agricoltura consuma la risorsa idrica ma, dopo il suo utilizzo, la restituisce alle falde freatiche. Negli ultimi 20 anni – conclude il vicepresidente di Confagricoltura Brescia e Lombardia – la coltura del mais ha perso più del 40% della superficie e, per questo motivo, sono necessari investimenti statali mirati; come associazione di categoria, siamo disponibili a fornire il nostro apporto tecnico alla Regione Lombardia e al Ministero per una questione ormai diventata prioritaria non solo per il settore primario”.