La grandine danneggia le colture nel Bresciano

DALLA SICCITA’ ALL’EMERGENZA MALTEMPO

La grandine danneggia le colture nel Bresciano

I periti hanno fatto le prima valutazioni ma la conta dei danni sarà ancora lunga. Ora si temono nuovi episodi temporaleschi. Scalmana (Agridifesa Lombardia): “L’assicurazione sui raccolti è lo strumento più efficiente per proteggere il reddito agricolo”

 

Prima i disagi per la siccità, ora gli agricoltori bresciani fanno i conti con i danni per le forti grandinate che si sono abbattute sul Bresciano nella giornata di domenica. E la situazione resta allarmante visto che nei prossimi giorni sono previsti altri fenomeni temporaleschi di forte intensità.  “Non abbiamo ancora una stima precisa ma di sicuro molte delle nostre coltivazioni di ortaggi sono state danneggiate – racconta Alessandro Marinoni, agricoltore di Castel Mella -. In poche ore si sono verificati due episodi di forte intensità, prima il vento poi la grandinate che hanno danneggiato i teli e di conseguenza le colture”. Prodotti che non potranno essere immessi sul mercato con conseguenze sull’economia dell’azienda, come conferma anche Emanuele Nerini, produttore di mais e frutta: “Alcuni danni li potremo valutare solo al momento del raccolto”. Chicchi di grandine grandi come sassi si sono abbattuti all’improvviso e hanno colpito i territori di Travagliato, Gussago, Azzano Mella, Capriano del Colle, Torbole Casaglia, Poncarale, Ospitaletto, con gravi danni anche per i vigneti. “Il ghiaccio cadeva così forte che ha distrutto le coperture di alcune stalle, ma ha anche causato danni alle viti – aggiunge l’agricoltore Luca Ancellotti, riferendosi in particolare ai vigneti della zona di Flero e Capriano -. La grandine ha distrutto tutto, perfino i vetri delle auto”.

Gravi ripercussioni anche sulla produzione di mais, come conferma Giovanni Garbelli, vicepresidente di Confagricoltura Brescia e Lombardia e maiscoltore: “Nelle nostre coltivazioni è stato colpito soprattutto il grano duro pronto per essere trebbiato, ora i periti dell’assicurazione faranno le loro verifiche ma il danno è ingente”. Non solo il grano pronto per la trebbiatura, nel Bresciano è stato colpito anche il mais che stava fecondando. Ora si dovrà capire quante piante riusciranno a riprendersi, con conseguenze sui quantitativi prodotti, ma anche sulla qualità. Sebbene ancora molti agricoltori non abbiano valutato una copertura assicurativa, altri hanno già preso in considerazione polizze agevolate, come spiegano dal Consorzio Agridifesa Lombardia. Assicurare un ettaro coltivato a mais nel comune di Travagliato, ad esempio, considerando il contributo comunitario al premio assicurativo, costa mediamente circa 25 euro.  Supponendo una resa per ettaro di 140 quintali, l’indennizzo calcolato a fronte di un danno del 100% provocato dalla grandine, anche dedotta la franchigia del 10%, sarebbe di circa 2.130 euro.

 

“A fronte della sempre maggiore frequenza di manifestazioni atmosferiche avverse di fortissima intensità e dell’impossibilità di accedere ad indennizzi da stato di calamità naturale che lo Stato non può più garantire, l’assicurazione sui raccolti è quindi ad oggi lo strumento più efficiente per proteggere il reddito agricolo” spiega Oscar Scalmana, vicepresidente di Confagricoltura Brescia e presidente di Agridifesa.

Il contributo dello Stato al premio assicurativo è pari al 65% del premio e scatta al 30% della perdita del reddito aziendale. Qualcosa per aiutare ulteriormente gli agricoltori potrebbe arrivare dal decreto Omnibus, in discussione al Parlamento Europeo, e che vede la proposta di ridurre dal 30% al 20% la soglia di calo di reddito entro la quale far scattare le misure compensative.


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