La sezione Latte di Confagricoltura in missione a Bruxelles

I rappresentanti europei: “Non ci sarà più alcun sistema di contingentamento della produzione di latte”. Il Vicepresidente di Confagricoltura Brescia, Luigi Barbieri: “L’Europa sottovaluta le difficoltà del settore ed è proiettata sulle opportunità, ma per coglierle dobbiamo aggregarci: a Brescia deve nascere una rete di cooperative che investa a livello commerciale”. La nostra provincia produce l’11% del latte nazionale per un valore di circa 600 milioni.

Una delegazione nazionale di imprenditori agricoli del settore latte, associati a Confagricoltura, si è confrontata lunedì e martedì scorso a Bruxelles con rappresentanti della Commissione e del Parlamento europeo, per fare il punto sul comparto e sui progetti normativi delle istituzioni comunitarie. Gli imprenditori erano guidati da Luigi Barbieri, vicepresidente dell’Unione agricoltori di Brescia e presidente della Federazione di Prodotto Latte di Confagricoltura.

La delegazione ha incontrato alcuni funzionari della Direzione generale Agricoltura della Commissione Europea e gli europarlamentari italiani, membri della commissione Agricoltura, Marco Zullo (M5S), Alberto Cirio (Forza Italia), Salvatore Cicu (Forza Italia), Herbert Dofmann (SVP) e Paolo De Castro (Pd).

Il settore latte è fondamentale all’interno della produzione agricola bresciana. Vale infatti circa 600 milioni di euro; la nostra provincia, inoltre, con i suoi 12 milioni di quintali, produce l’11% del latte nazionale. E’ toccato quindi a Barbieri, affiancato da colleghi provenienti dalle altre province lombarde e da Piemonte, Veneto, Lazio e Basilicata, illustrare ai nostri rappresentanti a Bruxelles la situazione di crisi del comparto, segnato da costi di produzione troppo elevati, prezzi bassi, possibile invasione di latte proveniente dall’estero a causa della fine del regime delle quote, mancanza di un’etichettatura dell’origine, strapotere della grande distribuzione all’interno della filiera e necessità di una più forte promozione delle Dop.

Il parlamento europeo sta esaminando un progetto di lavoro dedicato al settore latte che prevede, tra l’altro, un’analisi dell’andamento del mercato e della produzione in questi mesi ed eventuali interventi correttivi dopo la fine del regime delle quote (terminato lo scorso 31 marzo).

I rappresentanti europei sono stati però molto chiari con i produttori: non ci sarà più alcun sistema pubblico di contingentamento della produzione e quindi gli allevatori non devono più aspettarsi sostegni di carattere normativo. Come ha spiegato l’ex ministro De Castro, “dobbiamo lavorare sul lato delle opportunità: su questo punto sono molto ottimista, perché la domanda mondiale è in crescita e, se saremo capaci di organizzarci, potrebbero esserci riflessi positivi anche per gli allevatori italiani”.

“Ho visto un’Europa dei funzionari e dei politici – ha commentato Luigi Barbieri al termine della due giorni a Bruxelles – molto proiettata sul lato delle occasioni commerciali, con una sottovalutazione delle difficoltà che incontrano gli allevatori, soprattutto coloro che non destinano tutto il loro latte alla trasformazione in prodotti Dop: per questa produzione non ci saranno più tutele e questo preoccupa”. Per mantenere nel nostro Paese un settore fondamentale, e cogliere le occasioni offerte dalla globalizzazione della domanda, Barbieri ripete quindi la ricetta già più volte indicata dai vertici di Confagricoltura Brescia: “L’Europa ha ormai una visione molto orientata al mercato, ma per non essere travolti, dobbiamo aggregarci, entrare nelle cooperative, promuovere le nostre Dop affinché ci sia più esportazione e quindi più domanda di latte dei nostri territori”. Secondo il vicepresidente, “a Brescia dovrebbe nascere una rete di cooperative in grado di investire a livello commerciale per portare le nostre eccellenza in tutto il mondo e valorizzare così il primo e fondamentale anello della catena produttiva”.


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