La sfida di Confagricoltura lanciata alla fiera di Lonato: un patto di territorio con tutto il sistema Brescia per promuovere i prodotti d’eccellenza

Un patto di territorio con tutte le associazioni ed enti di categoria per promuovere i prodotti d’eccellenza della terra Bresciana: è questo il messaggio-sfida che il presidente di Confagricoltura Brescia Giovanni Garbelli ha lanciato al termine del convegno “Agricoltura esperienziale: Brescia territorio d’eccellenza”, in programma nella mattinata di oggi, venerdì 13 gennaio, nel municipio di Lonato, nell’ambito della Fiera agricola artigianale commerciale. Un obiettivo da concretizzare nel 2023, affinché la visione di sviluppo promossa da Confagricoltura Brescia – legata all’agricoltura, al turismo, ai migliori prodotti, alla scienza e alla sostenibilità – venga condivisa da tutti gli attori del mondo produttivo locale, dall’industria al commercio, dall’artigianato ai servizi e altri, perché insieme si possa guardare al futuro.

Tema che è emerso chiaramente, fin dalle prime battute del convegno, dalle parole del vicepresidente Gianluigi Vimercati, quando ha illustrato perché oggi si parla di attività esperienziali legate all’agricoltura e alle eccellenze dei prodotti bresciani e di una nuova visione dell’agricoltura che pone due condizioni: essere sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico e creare esperienze autentiche e professionali. “Oggi non basta più avere eccellenze agricole, ma il pubblico chiede di creare un’esperienza che lasci il segno. Noi partiamo avvantaggiati perché Brescia è la prima provincia agricola e ha più Doc e Dop in Italia, ha più agriturismi in Lombardia e un volume di turisti tra i primi a livello nazionale. La nuova visione dell’alimentazione è un tema dibattuto, con i nuovi cibi che avanzano: non riusciremo a bloccare la scienza e quanto sta proponendo l’Europa, sappiamo che tra pochi anni avremo in tavola menù con nuove materie e sugli scaffali nuovi alimenti sintetici. Ma possiamo sensibilizzare il consumatore sulle caratteristiche di questi alimenti, su ciò che noi produciamo in modo sano. In questo modo non proibiremo nulla, ma daremo la possibilità di essere informati e di scegliere. Serve proprio a questo la campagna che abbiamo lanciato un mese fa, che promuove sport e prodotti bresciani d’eccellenza insieme. Gli sportivi nostri testimonial sono un esempio non solo per i loro successi, ma anche perché scelgono di consumare i prodotti bresciani. E l’università è al nostro fianco: è nel nostro dna cercare di dimostrare scientificamente quello in cui crediamo e la ricerca dimostra che i nostri prodotti e le nostre filiere sono tra i più sani al mondo. Per questo andremo avanti a comunicare i nostri prodotti, perché i consumatori scelgano al meglio quando si troveranno di fronte un prodotto sintetico o un’eccellenza della terra bresciana”.

Il convegno “Agricoltura esperienziale: Brescia territorio d’eccellenza” è stato organizzato da Confagricoltura Brescia in collaborazione con l’Università di Brescia, che ha realizzato uno studio sulla valutazione della qualità nelle filiere agroalimentari e sulla valorizzazione delle eccellenze

 

 

agroalimentari basata sui servizi ecosistemici (a intervenire sono stati Gianni Gilioli e Vera Ventura dell’Agrofood research hub). Cuore dell’incontro sono stati i racconti delle esperienze agricole di successo di quattro imprenditori del territorio gardesano, soci di Confagricoltura Brescia. A parlare del loro modo di vivere l’agricoltura esperienziale sono stati Ilona Thun, dell’azienda agricola Conti Thun di Puegnago, Marco Baresi della Baresi Innocente e figlio Marco di Lonato e Nicola Cherubini della Cherubini fratelli di Lonato, mentre un video emozionale ha mostrato le eccellenze dell’Isola del Garda di Alberta e Ilona Cavazza dell’Agricola Borghese Cavazza di San Felice.

“Arriviamo da anni difficili – ha concluso il presidente Garbelli –, ma con la consapevolezza che è in questi frangenti che nascono le grandi idee. Si dice che l’agricoltura nel prossimo decennio dovrà aumentare la produttività del 30 per cento per sfamare tutti e l’innovazione è la chiave di volta. Non ci deve far paura lo scenario internazionale e non ci devono spaventare i novel food, piuttosto dobbiamo essere propositivi e positivi. Non dimentichiamo che le tradizioni di oggi decenni fa erano innovazione, ciò che oggi è una consuetudine da valorizzare in passato era innovazione, per questo non possiamo bloccare il mondo, che ha sempre più voglia d’innovazione. Per fare tutto questo è necessario integrarci con tutti i settori produttivi e fare rete, perché non si può fare agricoltura da soli. Da qui la sfida, perché si lavori tutti insieme per la promozione dei nostri prodotti d’eccellenza”.


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