Il settore cerealicolo lancia segnali di allarme sottolineando la fortissima difficoltà delle aziende, con una contrazione dei prezzi all’ingrosso senza uguali arrivati a toccare i 14/15 euro al quintale, insufficienti a coprire persino i costi di produzione. Ed è proprio per trovare una soluzione ad una crisi drammatica che la sezione cerealicola dell’Unione Agricoltori di Brescia ha richiesto un intervento urgente da parte della Granaria di Milano, piazza di riferimento per tutte le quotazioni provinciali della Lombardia. Due in particolare, per l’Unione Agricoltori, le questioni fondamentali su cui intervenire per riequilibrare le quotazioni:
- maggiore rappresentatività dei produttori all’interno della commissione prezzi cereali della “Granaria” e possibilità, proprio in virtù dell’importanza di tale piazza, di far partecipare anche produttori di altre province;
- revisione del contratto tipo N. 103 per il granoturco nazionale con la possibilità di dar vita a listini diversi in funzione della qualità e della sanità dei cereali per poter, quindi, valorizzare il mais italiano di qualità, prodotto sostenendo maggiori costi di produzione.
Positivo il riscontro alle richieste dell’Unione Agricoltori da parte del Segretario della “Granaria” che in sintesi conferma la necessità di una revisione del contratto N. 103 e valutata positivamente la “ristrutturazione” delle tipologie di mais da quotare. Francesco Martinoni, Presidente dell’Unione Agricoltori esprime soddisfazione per la risposta della Granaria: “l’auspicio ora è che alle parole seguano celermente fatti concreti. Le imprese lavorano ormai in perdita, producendo a fronte di prezzi di vendita sempre più bassi, insufficienti a garantire adeguati margini di guadagno. Il settore sta subendo una crisi drammatica da ormai tre anni e le aziende non riescono più a restare sul mercato con queste regole”.