Nel Bresciano calano i turisti stranieri, ma cresce la vendita dei prodotti: così gli imprenditori compensano i “vuoti”. Turisti sempre più alla ricerca di esperienze agricole

Il presidente regionale Gianluigi Vimercati: “Ora lavoriamo quasi a pieno regime, grazie alla crescente voglia di stare all’aperto in sicurezza e al desiderio di assaggiare i nostri prodotti tipici. È questo il nostro vero punto di forza. Restiamo ottimisti nonostante tutto”

La rincorsa degli agriturismo bresciani, che da quando hanno potuto riaprire, lo scorso maggio, non si sono più fermati, nonostante qualche assenza e qualche nuovo adempimento cui sottostare. È una situazione in decisa ripresa per la ricettività agrituristica della nostra provincia, anche se il forfait di alcuni clienti stranieri si fa sentire ed è solo in parte compensata dalla crescita degli italiani. A tracciare il quadro sul nostro territorio è il presidente della sezione Agriturismo di Confagricoltura Lombardia, il bresciano Gianluigi Vimercati: “Ora stiamo lavorando pressoché a pieno regime – afferma -, a nostro favore giocano due fattori: la crescente voglia di stare all’aperto in sicurezza e il desiderio di assaggiare prodotti tipici. Sono elementi certi, confermati e in crescita: è questo, oggi, il punto di forza delle nostre strutture”.

La presenza degli stranieri, nell’estate 2021, è in calo di circa il 50 per cento, con solo il mercato tedesco, svizzero e austriaco che ha tenuto. “Noi facciamo generalmente pernottamento, ristorazione e vendita diretta – prosegue Vimercati -. Di gran lunga è quest’ultima a prevalere, compensando un po’ il calo della ricettività. Oggi i turisti cercano maggiormente l’esperienza agricola, un trend di mercato che negli ultimi due anni è esploso ma che non equivale a un aumento di fatturato. Noi restiamo ottimisti, perché le richieste stanno arrivando sia per agosto sia per settembre, anche se la situazione di incertezza pesa”. La vendita di prodotti, nel Bresciano, è salita di circa il 30 per cento, permettendo alle strutture di crescere e continuare a investire, tenendo in piedi la parte agricola. “Grazie al lavoro di Confagricoltura – aggiunge Vimercati – in questi anni siamo riusciti a far passare il concetto che l’agriturismo è un’azienda agricola. La gente ha capito che il fulcro non è il piatto in tavola, ma la vendita dei prodotti e l’esperienza a contatto diretto con l’agricoltore. Ai nostri soci chiediamo sempre di fare molta attenzione alle regole per attuare una vera esperienza agricola in totale sicurezza, tramite formazione, gestione, consulenza e molto altro”.

La criticità, ora, non è solo per il green pass, ma anche per reperire personale, soprattutto nei fine settimana. “Anche in questo caso determinate è la formazione e la cultura dei giovani – conclude Vimercati -: per fare turismo ed entrare nel nostro mondo, come in altri, è necessario fare dei sacrifici, di contro si ricevono grandi soddisfazioni”


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