Riconoscere il digestato come un fertilizzate: lo chiede Confagricoltura Brescia per risolvere uno dei problemi emergenti con l’arrivo della stagione delle semine

Il presidente Garbelli: “Grandi difficoltà nel reperimento dei fertilizzanti e incrementi esponenziali dei prezzi, a rischio i prossimi raccolti: per la concimazione dei terreni bisogna favorire la sostituzione degli ammendanti chimici con il digestato”

Il digestato, fondamentale per la fertilità del suolo, è un prodotto che le aziende agricole bresciane già producono e sono pronte, da subito, a utilizzare. Tutti gli altri concimi chimici vengono invece per la gran parte importati dall’estero. È per questo che, in un periodo di massima difficoltà e allarme come quello che stiamo vivendo, a gran voce gli agricoltori stanno chiedendo di comparare il digestato ai fertilizzanti di sintesi. Il provvedimento permetterebbe di porre rimedio a una delle attuali difficoltà in agricoltura, acutizzate con l’arrivo della guerra in Ucraina. Anche nell’ultimo incontro con i soci, il presidente di Confagricoltura Brescia Giovanni Garbelli è tornato a invocare la misura con determinazione, portando l’istanza anche sui tavoli nazionali. “La semina nei nostri campi è imminente – dichiara Garbelli – e tutti noi stiamo scontando una grande difficoltà nel reperimento dei fertilizzanti, oltre a un incremento esponenziale dei prezzi di quelli presenti o in fase d’importazione. Ritorna quanto mai attuale un tema che già in passato era stato suggerito da Confagricoltura, ma che non aveva sortito gli effetti sperati, perché la Commissione europea vede l’equiparazione del digestato all’ammendante chimico come un meccanismo per aggirare la normativa nitrati. Oggi non è più procrastinabile: per la concimazione dei terreni bisogna favorire la sostituzione degli ammendanti chimici con il digestato. Come già ribadito, in un periodo straordinario come questo servono misure straordinarie senza esitare. Come organizzazione chiediamo che la politica prenda una posizione chiara e che tutti si assumano le responsabilità delle scelte”.

I costi dei fertilizzanti, negli ultimi mesi, sono andati alle stelle, con aumenti anche del 200 per cento; un esempio su tutti, l’urea, è triplicata. Per Guido Arenghi, allevatore bresciano e presidente regionale della sezione bioeconomia di Confagricoltura, oggi le pratiche colturali e di concimazione sono già compatibili con l’impiego di questo ammendante naturale, senza incorrere in emissioni in atmosfera e contaminazione delle falde. “Il digestato – spiega – è un prodotto cento per cento naturale e risultato di una fondamentale pratica dell’economia circolare. Avendo azoto maggiormente disponibile con un’elevata percentuale ammoniacale, non è più un refluo, ma un fertilizzante. Le sperimentazioni e gli studi effettuati su questo ammendante devono essere presi in considerazione: ora si intervenga con decisione”.

Se tutto questo avvenisse, diverrebbe quasi inutile l’acquisto di fertilizzanti chimici, visto che il prodotto sarebbe già nelle aziende agricole, con un nettissimo vantaggio competitivo per tutto il settore agricolo e per l’Italia.


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