Tempo di bilanci per l’associazione di categoria: le sfide dell’agricoltura bresciana nel nuovo anno saranno sostenibilità, redditività e innovazione

Il presidente di Confagricoltura Brescia Giovanni Garbelli: “Gli imprenditori pronti a impegnarsi affinché il settore agroalimentare cresca sempre più in termini di tutela ambientale, a condizione però di non compromettere lavoro e redditività”
Si avvicina la fine dell’anno e per tutti è tempo di bilanci. Non solo, il momento è propizio anche per guardare avanti, per pianificare attività e impegni del 2022. Per Confagricoltura Brescia resta nodale l’obiettivo di fare impresa, con tre sfide nel breve e nel medio periodo: la sostenibilità, l’innovazione e la redditività delle aziende agricole, per un comparto che, nella nostra provincia, ha una produzione lorda vendibile di 1,6 miliardi (dato 2020).
Si parte da un assunto: la popolazione mondiale è in continuo aumento. Nel giro di pochi anni ci saranno nove miliardi di persone, con purtroppo sacche di povertà in aumento. Il compito dell’agricoltura è assicurare il cibo per tutti, ma per fare questo è necessario produrre di più, utilizzando le nuove tecnologie e l’agricoltura 4.0 in modo sostenibile, con grande attenzione all’ambiente. La tutela dell’ambiente è, tra l’altro, il fil rouge di tutta la Pac (Politica agricola comune) in risposta ai cambiamenti climatici. In questo frangente la proposta di Confagricoltura è “l’intensificazione sostenibile”, una strategia capace di far crescere le produzioni riducendo in parallelo gli impatti ambientali dei processi agricoli e sviluppando, di conseguenza, l’agricoltura italiana. Si tratta di un obiettivo che può essere raggiunto mettendo in campo tutte le conoscenze scientifiche disponibili, a partire dalle Nbt (tecnologie di ingegneria genetica di ultima generazione), superando finalmente le resistenze pregiudiziali alla ricerca.
Il progresso tecnologico è stato enorme anche nel settore primario: le nuove tecnologie digitali hanno da tempo varcato la soglia delle aziende agricole anche nel Bresciano, dimostrando come l’innovazione nelle aree rurali, la tecnologia, la robotica e l’economia circolare possano migliorare le produzioni, far risparmiare risorse naturali e favorire il benessere aziendale, sociale ed economico. “La grande maggioranza ha già effettuato investimenti importanti in innovazione – dichiara il presidente di Confagricoltura Brescia Giovanni Garbelli -, rendendo le imprese più moderne e competitive, migliorando la qualità dell’occupazione e tutelando chi lavora, oltre che valorizzando il prodotto. Gli imprenditori bresciani sono pronti a impegnarsi affinché il settore agroalimentare cresca sempre più in termini di tutela ambientale, a condizione però di non inficiare il valore aggiunto dell’agricoltura e non compromettere lavoro e redditività”.

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